Di come l’ordine aiuta la creatività

Nuwa – divinità cinese che inventò l’uomo, la musica e il matrimonio – 

Con Nuwa technologies abbiamo intrapreso un percorso da brand a prodotto che ci ha fatto scoprire cosa succede davvero durante la produzione di un brano musicala, un processo molto più simile al nostro di quanto previsto.

DAY: 1
DAY: 1
Exploration Workshop

 

Considera che questa inception sarà come la regola dell’80/20: faremo il 20% del lavoro ma ne vale l’80.

Quindi le altre settimane di Design valgono solo il 20%?

 “A pensarci, anche quelle valgono l’80, senza quelle non si va da nessuna parte.

 “Beh, 80 + 80 fa 160%… “Faremo una delivery leggendaria!

 

Prima di partire per un viaggio è importante sapere alcune cose: Dove vogliamo arrivare? Quanto è lunga la strada? Cosa troveremo durante il percorso? 

Durante un workshop si risponde a queste domande, in modo da avere tutti assieme un senso di dove vogliamo andare. Fare i workshop è intenso, è stancante, ma vieni galvanizzato quando le cose scorrono e vedi le idee che prendono forma e direzione.

Con i fondatori di NuWa abbiamo riempito due lavagne e quattro pareti di post-it, sembra di aver lavorato un mese e sono passati solo due giorni, abbiamo scoperto i valori del brand Lindale e capito quale sarebbe stato il punto migliore per iniziare il percorso: progettare un prodotto, Tile,  che aiuti i musicisti a creare ordine tra le versioni dei file dei brani musicali durante le fasi di produzione, proprio come i workshop aiutano ad ad organizzare tutti i pensieri senza frenare la creatività, anzi dando una direzione. 

DAY: 2
DAY: 2
Concept development

 

la Rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo, l’importante è che non sia Waterfall.”

 

Una volta tirate le somme del workshop e chiariti gli obiettivi, creare il brand e il prodotto iniziale dell’ecosistema, è tempo di organizzare come si andrà a lavorare.
Agile? Waterfall? Agilefall? Ci sono tantissimi framework da cui attingere e non sempre si ha la possibilità di rispettare il canone della metodologia. Per questo bisogna stare in equilibrio tra necessità del progetto, predisposizione del team di design e bisogni del cliente. 

L’importante in questo caso è stato creare una roadmap che ci permettesse di avere un concept, il tempo per testarlo e rifinirlo mantenendo lo stretto contatto con il product owner. 

Quando ci si ritrova a scegliere come lavorare infatti non seguiamo mai pedissequamente un metodo, ma lo studiamo e capiamo quale sono le motivazioni alla base e in base a questo scegliamo come applicarlo senza perdere il perché.

Grazie al workshop abbiamo definito tutte le user stories in modo molto preciso e questo ci ha permesso di avere tutte le attività molto chiare. Questo ovviamente non significa che rendere l’interfaccia finale sarebbe stato più semplice, ma abbiamo sicuramente risparmiato tempo e qualche mal di testa.

Ora che abbiamo definito di finire il prodotto in 3 sprint da 2 settimane per creare il concept, testarlo e possiamo cominciare a lavorare.

DAY: 3
DAY: 3
Concept development

 

“Come dicevamo per noi è molto importante far diventare questa sal un punto saldo, di modo che ogni persona del team possa mantenere questo slot libero, sarebbe importante che siano sempre presenti il pm e un referente di sviluppo per validare di passo in passo le soluzioni proposte”

“chiaro, giusto”

“Perfetto, allora mando già invitation via calendar per venerdì prossimo”

“veramente io venerdì non posso”

“io ho judo”

“…”

 

La pianificazione è nulla senza l’esecuzione, una volta deciso il metodo di lavoro bisogna capire come andremo avanti. lavorando a sprint bisogna essere pronti a fare iterazioni frequenti e lavorare in co-design significa essere allineati sempre per evitare di lavorare su premesse sbagliate o incomprensioni . 

Detto questo, programmare quando fare i meeting di allineamento è una impresa notevole, bisogna però essere fermi nel richiedere incontri frequenti, per non ricevere troppo tardi informazioni importanti, ma anche per non lasciare spazio all’ansia del cliente che se non ha tue notizie potrebbe, per difendersi, andare in micromanaging. Ricordiamoci che stiamo navigando acque ignote assieme e ci vuole fiducia reciproca. 

DAY: 4
DAY: 4
Testing
“Solo una domanda, come mai avete fatto i messaggi di errore in verde?”
“Veramente è rosso”
“Errore mio, dimentico sempre di essere daltonico”

 

Dopo aver creato il concept siamo passati alla fase di user testing, in cui diamo in mano a 5 crudeli selezionati utenti il nostro duro lavoro per essere vivisezionato e giudicato. Ti senti così vicino, ma allo stesso tempo lontano dalla fine, è il momento in cui devi tenere duro e avere fiducia nel metodo.

Per fare il test da remoto abbiamo usato Lookback, in questo modo noi eravamo in collegamento con l’utente e chi non moderava poteva seguire come osservatore prendendo appunti.  Abbiamo creato i task per verificare se gli utenti riuscissero a capire il concetto chiave: il versioning applicato ai file di produzione musicale. Dato che si tratta di un nuovo modello di interazione quello è il vero punto critico.

Mentre gli utenti fanno i loro task ti sembra di essere un genitore che guarda le audizioni del figlio a x-factor. Meno male che hai imparato a tenere il sorriso smagliante da cameriere che ha sentito la stessa battuta sulla zuppe e il cucchiaio tredici volte.

Le sessioni di test sono delle piccole maratone (stai idratato e dosa le energie) e devi essere sempre pronto agli imprevisti.La fatica è però ricompensata quando nell’arco di una giornata hai raccolto osservazioni e spunti grazie ai commenti degli utenti che non avresti tirato fuori con settimane di lavoro.

Il testing è stato importante anche per verificare l’usabilità del dark theme, scelto per essere in linea con gli altri strumenti di lavoro della produzione musicale. Durante il design usato un plugin di sketch, stark, che permette di verificare il contrasto con lo sfondo e la leggibilità del testo anche con lo sfondo scuro e i colori accesi del brand Lindale.
Usare uno strumento specifico e verificare con gli utenti è stato necessario, alcune soluzioni che a noi sembravano leggibili non lo erano, e viceversa!
È stato importante ricordarsi che usabilità e accessibilità non sono concetti di solo buon senso, ma richiedono l’aiuto di una ricerca specifica e non viene necessariamente a sacrificio dell’impatto finale dell’interfaccia.

DAY: 5
DAY: 5
Digital Experiences

Lavorare a questo progetto ci ha dato l’ennesima conferma del fatto che creatività non vuol dire caos. L’idea che tutti noi tendiamo ad avere degli artisti è naif e stereotipata. La nascita di una canzone, di un quadro o di una poesia rimane ancora avvolta da un alone di mistero e magia. Il musicista ha rotto con la sua ragazza è tristemente seduto in un pub tentando di ubriacarsi ed ecco che il sorriso gentile di una cameriera gli accende uno scintilla. Afferra un tovagliolo di carta, una biro ed ecco che in pochi minuti la canzone è scritta. 

Almeno questa è l’idea che le rockstar amano raccontare nelle interviste ma è solo in parte veritiera. Lavorando a stretto contatto con i musicisti e i produttori abbiamo scoperto che l’ispirazione è solo il primo tassello nella creazione di una canzone. Per arrivare alla canzone finale si susseguono numerose e diverse fasi di quello che è un vero e proprio processo creativo o per l’appunto di design.

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Growing sounds

CLIENT: Nuwa Technologies

YEAR: 2019

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